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Parkinson: i primi 10 segnali

Aggiornato il: 11 nov 2019

La malattia di Parkinson si verifica quando le cellule nervose del cervello che producono il neurotrasmettitore dopamina cominciano a morire. I primi segnali passano inosservati, le persone scoprono di essere ammalate quando ormai la malattia è progredita.

Ma ci sono dei piccoli segnali che si manifestano anche molti anni prima della comparsa del Parkinson.



Alcune persone a volte, pur avendo qualche sospetto, si nascondono e minimizzano, forse perché non sanno che oggi esistono farmaci in grado di rallentare notevolmente la progressione della malattia.

Quindi non nascondiamoci e chiediamo il consulto dal neurologo non appena compaiono questi 10 sintomi:

1) Perdita del senso dell’olfatto: può essere il primissimo sintomo che si presenta, ma anche il meno conosciuto e riconosciuto più tardi, i pazienti, infatti, si accorgono di non sentire un odore giudicato forte da altre persone, ad esempio del fumo o un profumo di donna particolarmente forte. Associato alla perdita dell’olfatto c’è anche la perdita del gusto, i pazienti si accorgono che molti dei cibi a loro graditi non hanno più il sapore di un tempo e questo accade perché iniziano a morire le cellule addette alla produzione di dopamina.


2) Disturbi del sonno: la sindrome delle gambe senza riposo ovvero sentire del formicolio e sentire il bisogno di muoverle e le apnee sono due sintomi che possono indurci a pensare al Parkinson. Un’altra condizione preoccupante è quella dei rapidi movimenti oculari, sonni agitati in cui le persone gridano, tirano calci, digrignano i denti, alcuni neurologi sostengono che il 40% dei pazienti affetti da questo disturbo possono sviluppare il Parkinson anche 10 anni più tardi.


3) Problemi intestinali e di vescica: il Parkinson può influenzare il sistema nervoso che regola l’attività dei muscoli lisci come quelli che troviamo nelle viscere e nella vescica rendendoli meno sensibili causando così stitichezza, senso di pienezza anche dopo aver mangiato poco, difficoltà ad urinare o episodi di incontinenza.

4) Mancanza di espressione facciale: l’abbassamento e la perdita di dopamina può interessare i muscoli facciali rendendoli rigidi causando la mancanza di espressione facciale, il volto non esprime le emozioni e i sentimenti della persona. Si nota una lentezza nel sorridere, nel guardare in lontananza o nell’aggrottare le sopracciglia.


5) Scrittura lenta e stretta: la scrittura diventa lenta e faticosa, diventa più stretta e piccola rispetto al passato. I gesti in generale diventano più lenti, azioni come allacciare un bottone, allacciare le scarpe, vestirsi e lavarsi richiede più tempo.


6) Cambiamento del tono di voce e della parola: forse uno dei segnali più precoci che si manifesta e che dovrebbe mettere in allarme la famiglia. La voce comincia a cambiare, diventa più flebile e monotona, a causa dell’irrigidimento dei muscoli facciali diventa più difficile pronunciare le parole e aprire la bocca.


7) Dolore al collo: non è reale il dolore al collo, si manifesta con un fastidio e senso di intorpidimento, formicolio, che colpisce generalmente le donne, e persiste interessando la spalla e braccio.


8) Ridotto movimento del braccio: difficoltà nell’estensione, diventa quindi difficoltoso prendere oggetti che stanno in alto, non per problematiche di dolore ma perché il braccio non va dove il cervello gli dice di andare, i muscoli sono più rigidi e limitati. Alcune persone mentre camminano fanno oscillare un braccio più dell’altro.


9) Eccessiva sudorazione: dal momento che il Parkinson colpisce il sistema nervoso autonomo viene meno la capacità del corpo di autoregolamentarsi causando cambiamenti alla pelle e alle ghiandole sudoripare, aumentando la sudorazione anche in assenza di ragioni apparenti come il calore o l’ansia.


10) Sbalzi di umore e cambiamenti di personalità: non è stato ancora chiarito il motivo per cui si evidenziano nel malato di Parkinson una serie di cambiamenti di personalità come l’aumento dell’ansia, la depressione e l’isolamento sociale. Persone che non hanno mai sofferto di depressione, magari con un temperamento attivo, si ritrovano di colpo a dover fare i conti con la depressione; persone solitamente attive in grado di svolgere più attività nello stesso tempo non riescono più a svolgerle e si ritrovano a dover fare 1 cosa alla volta.


Spero che queste informazioni siano state utili. Se vi è piaciuto il nostro articolo lasciateci un "mi piace" e commentate qui sotto con i vostri punti di vista o esperienze.

Saremo felici di rispondervi e confrontarci anche con altri utenti.


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