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6 consigli utili per la disfagia

La disfagia è un’alterazione del meccanismo che consente di deglutire, cioè l’impossibilità o il rallentamento a deglutire autonomamente. La disfagia è un problema che si manifesta, solitamente, nell’anziano in caso di ictus, Alzheimer, morbo di Parkinson e in altre malattie neurologiche.

Il disturbo in alcuni casi può essere una conseguenza dell’indebolimento dei muscoli della mascella e della perdita di denti o un effetto collaterale della somministrazione di alcuni farmaci. La disfagia può comportare la disidratazione per la carenza di liquidi che si introducono, malnutrizione a causa della difficoltà di deglutizione, l’anziano tende a mangiare meno, il rischio maggiore comunque è quello di aspirazione di liquidi o cibo con il rischio di Polmonite.



Chi ha una disfagia può avere i seguenti disturbi: tosse soprattutto nella fase di deglutizione, voce gorgogliante, febbre, fuoriuscita del cibo dal naso, risveglio notturno per forte tosse, senso di soffocamento e perdita di peso.


In presenza di questi sintomi è bene rivolgersi al medico di famiglia che farà una prima valutazione verificando la durata e la gravità dei sintomi attraverso alcuni test. Uno dei test più usati è il test del bolo d’acqua che consiste nel bere un certo volume di acqua mentre l’esaminatore valuta la comparsa di senso di soffocamento o altri sintomi come tosse o sforzo nel deglutire. I soggetti che hanno un alto rischio di disfagia devono essere sottoposti a un esame strumentale, il più usato è la video fluoroscopia. Nei pazienti in cui c’è la possibilità di recupero è possibile fare un percorso di riabilitazione alla deglutizione per migliorare la qualità di vita del paziente.


Per gestire al meglio una persona affetta da disfagia è bene seguire questi 6 consigli:

1) Quando si assiste una persona affetta da disfagia è importante dargli da mangiare mettendolo seduto diritto con un comodo sostegno per gli avambracci e i piedi appoggiati a terra; nel caso in cui la persona sia allettata il tronco deve essere alzato il più possibile e la schiena ben appoggiata.

2) Fate consumare il pasto in un ambiente calmo, tranquillo e ben illuminato, aiutate la persona a mangiare lentamente con bocconi di volume normale e attendete sempre che abbia deglutito completamente il boccone precedente.

3) Fate eseguire colpi di tosse volontari a intervalli regolari per liberare le vie aeree, evitate di far parlare la persona durante il pasto e fate in modo che non abbia distrazioni (ad esempio il televisore).

4) La consistenza del cibo può essere semisolida (passati e frullati densi, omogenizzati di carne e pesce, purea, uova strapazzate, formaggi morbidi, budini) e semi-liquida (gelati, creme, passati di verdure, frullati e omogenizzati di frutta), o comunque di consistenza tale da rendere il cibo scorrevole evitando la masticazione e riducendo il rischio di soffocamento. Sono da evitare i cibi a doppia consistenza: pastina in brodo, minestrone con pezzi di verdura, gelati o yogurt con pezzi di frutta, cracker e grissini, frutta fresca.

5) Dopo il pasto il soggetto deve rimanere seduto per almeno 15-20 minuti.

6) Provvedere tempestivamente all’igiene orale per rimuovere eventuali residui di cibo che potrebbero creare dei problemi, è consigliabile fare l’igiene orale utilizzando una garza sterile o uno spazzolino per bambini imbevuti di piccole quantità di Bicarbonato di Sodio.

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